Comune di Lercara Friddi (PA)

Storia del Comune


Storia di Lercara Lercara Friddi, sorge quasi alle falde del Colle Madore, sulla direttrice Palermo – Agrigento, a circa  660 m sul livello del mare, sul feudo Friddi, tra il vallone del Landro e la vallata del fiume Torto e del Platani, in  un crocevia di vitale importanza  per le genti della Sicilia. 
Essa colpisce per il suo impianto urbanistLercara Friddi, sorge quasi alle falde del Colle Madore, sulla direttrice Palermo – Agrigento, a circa  660 m sul livello del mare, sul feudo Friddi, tra il vallone del Landro e la vallata del fiume Torto e del Platani, in  un crocevia di vitale importanza  per le genti della Sicilia. 
Essa colpisce per il suo impianto urbanistico alquanto semplice e regolare: il pendio viene tagliato da linee rette, ortogonali fra di loro, lunghe e tempestate da alti e bassi caseggiati. In questa maglia regolare è facilmente individuabile la facciata della settecentesca Chiesa Madre  che si mostra sull’ampia piazza aperta al centro della struttura urbana. Le  larghe e simmetriche strade  offrono prospetti di ordinaria architettura che testimoniano la nascita ufficiale del paese in un periodo piuttosto recente.
La posizione di privilegiata centralità, come attestano studi recenti, ha sicuramente, facilitato il popolamento delle sue contrade fin da epoca preistorica. In epoca classica, sul Colle Madore fu  presente un insediamento sicano ellenizzato, distrutto durante la guerra tra Greci e Cartaginesi  (battaglia di Himera 408 a.C.).
 

In riferimento al Colle Madore è di fondamentale importanza in quanto gli studi effettuati  e le indagini archeologiche in questo sito hanno confermato  la presenza di un sostrato molto antico e di grande rilevanza culturale. Nel corso delle tre campagne di scavo condotte dalla Sezione Archeologica della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo sono stati rinvenuti numerosi reperti, di rara e pregevole fattura, che ci riportano molto indietro nel tempo, precisamente al VII-VI secolo a. C. 
Lercara Friddi può definirsi  “Città nuova”  perchè fondata  nel 1595, nell’ambito del disegno spagnolo di colonizzare l’entroterra siciliano al fine di spopolare le città e rendere produttive le terre incolte.  Leonello Lercara, mercante genovese, giunto in Sicilia per ampliare i suoi commerci, nel 1572 aveva sposato Elisabetta Ventimiglia che, per dote, gli  aveva portato i feudi di Friddi grandi, Faverchi e Friddi. Poiché  Lionello Lercara e ad Elisabetta Ventimiglia  non ebbero eredi maschi, successe nel baronato  la figlia Francesca, la quale lo cedette per diritto coniugale al marito. Baldassare Gomez De Amescua,  nel 1595, chiese ed ottenne dal Vicerè spagnolo, Arrigo De Guzman, conte di Olivares, la “licentia populandi”, intitolando l’erigendo paese al suocero.
ico alquanto semplice e regolare: il pendio viene tagliato da linee rette, ortogonali fra di loro, lunghe e tempestate da alti e bassi caseggiati. In questa maglia regolare è facilmente individuabile la facciata della settecentesca Chiesa Madre  che si mostra sull’ampia piazza aperta al centro della struttura urbana. Le  larghe e simmetriche strade  offrono prospetti di ordinaria architettura che testimoniano la nascita ufficiale del paese in un periodo piuttosto recente.
La posizione di privilegiata centralità, come attestano studi recenti, ha sicuramente, facilitato il popolamento delle sue contrade fin da epoca preistorica. In epoca classica, sul Colle Madore fu  presente un insediamento sicano ellenizzato, distrutto durante la guerra tra Greci e Cartaginesi  (battaglia di Himera 408 a.C.).
 


 
 
 
In riferimento al Colle Madore è di fondamentale importanza in quanto gli studi effettuati  e le indagini archeologiche in questo sito hanno confermato  la presenza di un sostrato molto antico e di grande rilevanza culturale. Nel corso delle tre campagne di scavo condotte dalla Sezione Archeologica della Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo sono stati rinvenuti numerosi reperti, di rara e pregevole fattura, che ci riportano molto indietro nel tempo, precisamente al VII-VI secolo a. C. 
 
Lercara Friddi può definirsi  “Città nuova”  perchè fondata  nel 1595, nell’ambito del disegno spagnolo di colonizzare l’entroterra siciliano al fine di spopolare le città e rendere produttive le terre incolte.  Leonello Lercara, mercante genovese, giunto in Sicilia per ampliare i suoi commerci, nel 1572 aveva sposato Elisabetta Ventimiglia che, per dote, gli  aveva portato i feudi di Friddi grandi, Faverchi e Friddi. Poiché  Lionello Lercara e ad Elisabetta Ventimiglia  non ebbero eredi maschi, successe nel baronato  la figlia Francesca, la quale lo cedette per diritto coniugale al marito. Baldassare Gomez De Amescua,  nel 1595, chiese ed ottenne dal Vicerè spagnolo, Arrigo De Guzman, conte di Olivares, la “licentia populandi”, intitolando l’erigendo paese al suocero.